Stato, Nazioni, Popoli così parlò Zarathustra.

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Friedrich Wilhelm Nietzsche (15 ottobre 1844, Röcken, Germania – 25 agosto 1900, Weimar, Germania): è stato un filosofo, poeta, compositore e filologo tedesco.

Mai come in questo periodo storico i cittadini si sono sentiti oppressi dallo Stato. In Europa allo Stato moderno si sovrappone anche la pachidermica struttura politico burocratica Europea che ha la pretesa di regolamentare e normalizzare ogni aspetto della vita quotidiana: dalla misura minima delle banane, alla limitazione dei singoli poteri di ogni Nazione appartenente.

L’uomo che vive in Europa Occidentale si sente sempre più soffocare, prigioniero di leggi e regolamenti assurdi, che limitano la libertà del singolo e trasforma i popoli in una melassa  densa, uniforme ed omogenea.

Il pericolo che questo succedesse era evidente anche ai tempi di Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900) che attraverso Zarathustra così parlò:

“Si chiama Stato il più freddo di tutti i mostri freddi. Mente anche freddamente; e questa menzogna striscia dalla sua bocca: «Io, lo Stato, sono il popolo».

È una menzogna! Coloro che crearono i popoli e imposero loro una fede e un amore furono dei creatori: essi servirono quindi la vita.”

E a proposito dei popoli soggiogati dallo Stato:

“Dove ancora esiste un popolo, questi non capisce lo Stato e lo odia come fosse un malocchio e un peccato contro usanze e diritti.”

Ma lo Stato ha creato anche un’irresistibile tentazione per chi vuole salire sul trono e mai come in questo momento ciò appare evidente se migliaia di persone si accalcano per occupare le poltrone all’Europarlamento, il pensatore tedesco definisce questi “gente di troppo” e così sentenzia:

“Guardate come si arrampicano, queste agili scimmie! Si arrampicano una sopra l’altra e così si trascinano nella melma e negli abissi. Vogliono arrivare tutti al trono: è la loro follia – come se la felicità sedesse sul trono! Spesso sul trono siede la melma – e spesso anche il trono poggia sulla melma. Per me quelli che si arrampicano sono tutti folli e scimmie e teste calde. Il loro idolo, il freddo mostro, per me puzza: per me puzzano tutti quanti, questi adoratori dell’idolo. Fratelli miei, intendete soffocare nelle esalazioni delle loro fauci e delle loro brame? Piuttosto rompete le finestre e saltate fuori all’aperto! Allontanatevi dalla puzza! Allontanatevi dall’idolatria della gente superflua! Allontanatevi dalla puzza! Allontanatevi dalle esalazioni di questo sacrificio umano! La terra è ancora aperta alle anime grandi. Molti luoghi per solitari e per i solitari che si sdoppiano sono ancora vuoti, e attorno c’è nell’aria l’odore di mari silenziosi. Per le anime grandi è ancora aperta una vita libera. In verità, chi poco possiede, tanto meno sarà posseduto; sia lodata la piccola povertà! Laddove finisce lo Stato, inizia il primo uomo che non è superfluo: inizia il canto dei necessari, la canzone insostituibile e irripetibile. Laddove finisce lo Stato, guardate un po’ là, fratelli miei! Non lo vedete, l’arcobaleno e il ponte del superuomo?”

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