La dissoluzione della seconda Repubblica e l’ennesimo tentativo di Restaurazione


Restaurazione

In un post precedete pubblicato il 02/05/2013 avevamo evidenziato come il crollo clamoroso dei consensi dei due partiti che nel ’92 avevano tratto vantaggio da Tangentopoli (Lega Nord e l’Italia dei valori) aveva di fatto segnato la fine della Seconda Repubblica.

Così è stato! Dopo la partentesi di Mario Monti ed il fallimento del suo Governo che ci ha lasciato sulle spalle un fardello di nuove tasse e la disgraziata riforma Fornero, dopo la scialba apparizione  di Letta è ora Renzi chiamato a formare un Governo che potremo definire di Salvezza Nazionale, osannato perfino da Berlusconi.

Il rischio di un cataclisma politico-sociale è sotto gli occhi di tutti e la paura che ciò accada accomuna tutti i vecchi partiti che si accomunano per salvare l’establishment ed i propri interessi.

Chi invece non ha più niente da salvare sono i milioni di cittadini disoccupati o sottopagati  che possono diventare il vero detonatore di una rivolta popolare.

E’ evidente che il consenso popolare a Renzi è un’invenzione mediatica, una potente macchina di stampo Hollyvoodiano  si è messa al suo servizio, tutti i giornali e tutte le reti televisive gli strizzano l’occhiolino, in realtà Renzi non rappresenta nessuno o meglio rappresenta solo la  parte più moderata di un partito che non è la maggioranza nel Paese e che è andato alle ultime elezioni rappresentato da un altro segretario che era avversato dall’attuale Premier incaricato.

Per questo motivo possiamo a ragione affermare che Renzi non  è legittimato a rappresentare il Paese ed è solo l’ultimo escamotage, di una lunga serie, inventato da chi teme un severo giudizio popolare e tenta con tutte le sue forze di  rimane attaccato ai propri privilegi.

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