Ecco perché il bilancio dello Stato non è sanabile senza una moratoria sugli interessi!

Si fa un gran parlare in questi giorni di manovre finanziarie, di come far ripartire l’economia ed al tempo stesso risanare il bilancio dello Stato.

Molto spesso nei Talk Show e nei dibattiti pubblici si fanno interventi che non hanno alcun riscontro con la reale situazione economica del Paese.

Per ridurre il debito alcuni propongono di alienare i Beni pubblici, altri di privatizzare le poche aziende che ancora sono rimaste dello Stato; c’è chi propone di ridurre le spese, anche quelle per l’assistenza sanitaria e chi insiste sull’aumentare le entrate (leggi tasse).

Ma per vedere qual’è la reale situazione economica del Paese basta analizzare i dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato per vedere se l’effetto di ciascuna proposta può avere un reale effetto sui dati del Bilancio dello Stato gravemente compromessi dal debito pubblico e dal fardello degli interessi passivi che maturano su di esso.

TAV. 1 - Quadro generale riassuntivo di competenza (al netto delle regolazioni contabili e debitorie; milioni di euro) Tabella ripresa dal Bilancio breve dello Stato pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato

TAV. 1 – Quadro generale riassuntivo di competenza (al netto delle regolazioni contabili e debitorie; milioni di euro)
Tabella ripresa dal Bilancio breve dello Stato pubblicato dalla Ragioneria generale dello Stato

Dal riassunto è chiaro che il bilancio dello Stato Italiano è gravemente compromesso dal suo debito, per effetto del quale l’ammontare degli interessi passivi è sproporzionato sia alle entrate tributarie (nel 2015 sarà il 18,61% di tutte le entrate) sia alle spese correnti (nel 2015 gli interessi passivi saranno pari al 25% di tutte le spese correnti dello Stato).

L’azienda Italia ha un debito pari a circa 5 volte le sue entrate annuali, che equivale ad un’azienda con debiti per cinque volte il suo fatturato, con interessi passivi che assorbono il 25% delle sue spese.

Nessuna azienda può essere risanata in queste condizioni e nessuno Stato in queste condizioni potrà mai pagare i suoi debiti, neanche soffocando i propri cittadini di tasse.

Ecco perché i lunghi dibattiti sulle strade da scegliere per risanare il debito sono semplicemente ridicoli sotto questo profilo.

Ad esempio la ventilata dismissione degli Immobili dello Stato per diminuire il debito sarebbe una goccia nel mare dei debiti e non porterebbe alcun beneficio tangibile, la riduzione della spesa, senz’altro auspicabile, sarebbe anch’essa di scarso effetto in proporzione alla drammatica situazione debitoria.

Gli interessi passivi sono in costante aumento: la Ragioneria Generale dello Stato prevede una progressione del suo peso di circa 5 miliardi all’anno a partire dal 2013.

2013 – 90 mld; 2014 95 mld; 2015 100 mld

La corsa del debito e il peso degli interessi passivi, come ben si capisce dal prospetto riassuntivo allegato, è irrefrenabile e nessuna manovra riuscirà mai a fermarla.


 

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