Quando la pubblicità diventa mercimonio.

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La pubblicità di una catena di compro oro sequestrata dalle forze dell’ordine

Bersagliati continuamente da spot pubblicitari di ogni genere di prodotti, sottoposti continuamente ad assillanti messaggi di pubblicità occulta che attraverso la televisione ci propugnano un unico ed insostenibile stile di vita fatto di consumi, denaro e successo viviamo come inebetiti, incapaci di progettare il nostro futuro.

Che la pubblicità sia un enorme traino commerciale per ogni tipo di prodotto e servizio non lo scopriamo certo noi, il messaggio pubblicitario è necessario per raggiungere il pubblico e nessuna industria può farne a meno, lo sapeva bene anche Henry Ford quando diceva che la pubblicità è l’anima del commercio e che nessun operatore economico può farne a meno.

Ma la pubblicità è anche uno strumento, raffinato dalle nuove conoscenze e dalle nuove tecnologie,  per raggiungere soprattutto le menti più deboli, ed attraverso il suo messaggio si possono diffondere anche messaggi sbagliati, immorali e contrari al benessere della società o dannosi per chi ne fa uso.

Il limite, come possiamo ben comprendere, non è facilmente individuabile, ma come diceva lo storico Johan Huizinga (La crisi della civiltà, 1935)  “La pubblicità, in tutte le sue forme, specula su un raziocinio indebolito e, grazie alla sua enorme diffusione e importunità, coopera all’indebolimento”.

Johan Huizinga non si riferiva solo alla pubblicità commerciale ma anche e soprattutto al messaggio propagandistico della politica che iniziava allora a conoscere il mondo della persuasione occulta: “La suggestibilità visiva sempre pronta è il punto attraverso il quale la pubblicità afferra l’uomo moderno, e lo colpisce nel lato debole della sua diminuita capacità di giudicare. Questo vale ugualmente per la pubblicità commerciale come per la propaganda politica.”

Per rafforzare il messaggio la pubblicità usa spesso dei testimonial molto apprezzati dal grande pubblico, questi testimonial sono personaggi diventati famosi nel campo sportivo o dello spettacolo e che aggiungono, per la loro notorietà, credibilità al messaggio talvolta ingannevole o riprovevole dal punto di vista morale.

Ecco alcuni esempi di pubblicità riprovevole rafforzata dall’immagine di testimonial d’eccezione:

Gigi Buffon portiere della Nazionale di Calcio che suggerisce ai propri malcapitati fans, molto spesso di minore età, di farsi spellare a poker:

Fauso Leali e Bruno Bozzetto nei loro pietosi spot invitano i loro supporters a vendere l’oro di famiglia, l’anello della nonna o la fede della mamma per comprarsi un bel TV color (come vendere l’anima al diavolo):


Il continuo proliferare di questi negozi di compro oro sono il segno della tremenda crisi che attanaglia le famiglie italiane, sono spesso attività al limite della liceità, dove molto spesso mafia e malaffare riciclano il denaro proveniente da attività illecite, come dimostrano recenti indagini delle forze dell’ordine su alcune di queste catene, gli spot promossi da questi due testimonial oltre a promuovere questo tipo di attività poco trasparenti incentivano gli italiani a disfarsi degli oggetti d’oro di famiglia, che spesso rappresentano anche un valore affettivo ad di là di quello intrinseco.

I tre messaggi pubblicitari mostrati in questo esempio sono la dimostrazione di come la pubblicità possa benissimo essere usata contro l’interesse del consumatore e della collettività e per scopi poco edificanti come il gioco d’azzardo.

I personaggi citati in questo articolo sono solo un esempio, spot simili sono stati girati anche da altri sportivi e gente dello spettacolo (Il tennista Nadal, il calciatore Miccoli  ecc.), ma quello che interessa qui rilevare è come la pubblicità precorra sempre il degrado della società ed anzi tende a promuoverlo con messaggi dove il lusso e il successo sono figli dell’idolatria del denaro non importa in che modo ottenuto.

Se, come diceva lo scrittore Norman Douglas (Vento del Sud, 1917), si possono conoscere gli ideali di una nazione attraverso la sua pubblicità, significa che l’Italia è una Nazione svuotata da ogni ideale, dedita solo al mercimonio.

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