Vigneti e pesticidi, la controinformazione dell’Ulss 7

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Le affermazioni dell’Ulss 7 di Treviso apparse su tutti i giornali sulla correlazione tra l’aumento dei tumori e la diffusione dei pesticidi nell’area dovuta all’incremento delle zone a produzione vitivinicola lasciano stupefatti.

Sembra che l’aumento dei tumori che si riscontra nella zona sia dovuto alla coltivazione degli orti e non alle centinaia di migliaia di ettari coltivati a vigneto dove si spargono senza criterio migliaia di tonnellate di veleni.

L’Ulss 7 ignora così ricerche ben più approfondite e circostanziate fatte in Italia, in Francia ed in tutto il mondo che dimostrano inequivocabilmente i pericoli del massiccio uso di fitofarmaci sia per gli operatori agricoli che per gli abitanti delle zone a coltivazione intensiva della vite.

Questo sito ha già pubblicato in passato dati ed informazioni scientifiche raccolte da personale medico qualificato che dimostrano scientificamente i rischi che si corrono con l’uso intensivo dei pesticidi in generale e l’uso che se ne fa negli orti non può che essere una parte infinitesimale del totale.

In Francia, tumori a parte, si è stabilita addirittura la correlazione tra il morbo di Parkinson e l’uso dei pesticidi in agricoltura tanto che la malattia è inclusa tra le malattie professionali degli operatori del settore agricolo.

Distorcere l’informazione scientifica come ha fatto l’Ulss 7 ed il suo direttore minimizzando i rischi per l’ambiente ed i suoi abitanti, ridicolizzando addirittura le preoccupazioni di milioni di cittadini con paragoni farseschi è un chiaro segnale di commistione di interessi.

Come spiega l’Ulss 7 l’incontrovertibile aumento di tumori nella zona? Con l’uso dei pesticidi negli orti privati!

Complimenti per l’arguta deduzione, ma qui, nella Sinistra Piave, nessuno è fesso.

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