I temperamenti umani

Rudolf Steiner 01

 

Rudolf Steiner (Donji Kraljevec27 febbraio 1861 – Dornach30 marzo 1925) è stato un filosofo austriaco fondatore dell’antroposofia definita dallo stesso suo inventore come un modo per comprendere attraverso la nostra spiritualità l’attività spirituale che è insita nell’universo.

In una serie di conferenze tenutesi in Germania nel 1909 Rudolf Steiner (Il segreto dei temperamenti umani di Rudolf Steiner Editrice Antrosopofica Milano 2001) svela i segreti del temperamento umano e disegna un’affascinante meccanismo attraverso il quale la spiritualità condiziona l’essere umano e ne condiziona perfino lo sviluppo fisico, nel contempo lo stesso nostro corpo limita ed influenza in nostro sviluppo spirituale ed intellettuale, vediamo come.

Rudolf Steiner innanzitutto definisce l’uomo, quale ci appare nella vita, come l’insieme di quattro entità:

1)     Il corpo fisico, ossia quello che l’uomo ha in comune con il regno minerale, con la materia.

2)     Il corpo eterico o vitale è quell’entità che compare unita al corpo fisico e se ne divide con la morte. E’ lo spirito, non più visibile come il corpo fisico, ma più reale ancora del corpo, definito anche corpo del sistema ghiandolare esso combatte perennemente il decadimento del corpo fisico e si oppone alla morte in una lotta che dura tutta la vita.

3)     Il corpo astrale o corpo dei nervi crea il flusso dei sentimenti e delle sensazioni ed è portatore di gioia e dolori, di pena, istinti, passioni. Il corpo astrale determina pertanto le nostre passioni, i nostri ideali ed è dominato dal sistema nervoso.

4)     L’io distingue gli esseri umani da tutte le altre creature visibili, infatti l’uomo ha il corpo fisico in comune con il mondo minerale, il corpo eterico in comune con il mondo vegetale, il corpo astrale in comune con il regno animale, solo l’io, la coscienza di sé lo distingue da tutti gli altri determinando l’unicità dell’essere umano. L’io è dominato dal sistema circolatorio del sangue.

L’influsso e il dominio di una di queste quattro entità rispetto alle altre determinano i temperamenti dell’uomo:

1)     Il temperamento collerico, in questo temperamento vediamo prevalere l’io che domina le altre entità costitutive dell’uomo. Nel temperamento collerico l’individuo pone se stesso davanti a tutto, il prevalere del sistema circolatorio provoca un carattere focoso e collerico, pieno di sé e l’individuo pone se stesso davanti a tutto, la sua indole sarà aggressiva e la sua natura volitiva.

2)     Il temperamento sanguinico, in questo carattere il sistema nervoso domina l’individuo, il corpo astrale prevale sulle altre entità e il soggetto sarà condizionato dal continuo flusso di sensazioni, immagini e rappresentazioni, l’individuo rimane in ostaggio di continui stimoli fantastici senza riuscire a fermarsi. Il sanguinico non fa in tempo ad interessarsi a qualcosa che subito nuove sensazioni e stimoli lo distraggono, passando da un interesse all’altro senza mai approfondire un argomento.

3)     Il temperamento flemmatico. Negli individui con questo temperamento il sistema ghiandolare che regola la crescita e lo sviluppo dominano le altre entità, il soggetto vive una vita interiore equilibrata ed appagante, egli vive a suo agio in un organismo in cui tutto funziona in modo perfetto. L’individuo sarà pertanto poco incline a dirigersi verso l’esterno essendo appagato dalla propria vita interiore e sarà poco propenso a sviluppare una volontà tenace.

4)     Il temperamento malinconico. In questo caso il corpo fisico prevale sulle altre entità opponendo resistenza. Il corpo fisico in questo caso pone resistenza alla sicurezza dell’io, alla mobilità del corpo astrale ed al benessere interiore del corpo eterico provocando all’individuo sensazioni penose di impotenza e dolore. L’individuo malinconico combatte continuamente questo dolore, ma non riesce a dominarlo rimanendo vittima del proprio corpo fisico.

Naturalmente questi sono i quattro temperamenti fondamentali dell’essere umano, dalla loro miscela nascono i caratteri di tutti gli uomini che sono sempre diversi gli uni dagli altri a seconda dell’influsso più o meno determinante di un carattere rispetto agli altri.

Anche l’aspetto fisico degli individui secondo Rudolf Steiner è condizionato dal loro temperamento, vediamo in breve come distinguere il carattere di una persona dal suo aspetto e dal suo portamento fisico.

–       Il collerico  è prevalentemente di statura bassa e tarchiata proprio perché l’io che ha dominato tutte le altre entità del corpo ne ha bloccato lo sviluppo,  il suo portamento sarà sicuro, il suo camminare fermo e deciso quasi a voler calpestare con forza il suolo, il colore dei suoi occhi sarà prevalentemente scuro.

–       Il sanguinico è slanciato e flessibile, l’occhio espressivo e mobile, il suo portamento leggero e saltellante, il colore dei suoi occhi prevalentemente azzurro.

–       Nel flemmatico la sua placidità si manifesta anche nell’aspetto fisico, l’individuo sarà prevalentemente corpulento con tendenza ad ingrassare, il portamento sarà trascurato, lo sguardo spento e incolore.

–       Nel malinconico si nota l’impaccio del corpo fisico nel suo aspetto esteriore, il malinconico camminerà con la testa inclinata in avanti, lo sguardo basso e l’occhio annebbiato, il passo sarà fermo ma il suo incedere strascicato.

L’antroposofia è considerata una pseudoscienza dal mondo accademico, ma leggendo i testi di Rudolf Steiner abbiamo spesso la sensazione di abbracciare una verità che è in noi, una conoscenza che si cela dietro il nostro apparire.

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4 risposte a I temperamenti umani

  1. Consuelo scrive:

    Vi è un errore di battitura, il corpo eterico o VITALE (non virtuale).
    Grazie

  2. Hebergement web scrive:

    un libricino molto interessante per capire un po’ di piщ su noi stessi e suoi nostri temperamenti. di facile lettura. utile per chi si approccia ai corpi sottili dell’uomo.

  3. Rudolf Steiner svela i segreti del temperamento umano, ma non è una novità perché si trova allineato alla Fisiognomia o fisiognomonia, il nome della disciplina parascientifica che, studiando la correlazione tra il carattere e l’aspetto fisico della persona, si proponeva di dedurre le caratteristiche psicologiche degli individui dal loro aspetto corporeo, in particolare dai lineamenti e dalle espressioni del viso. La fisiognomia era basata su un processo di simbolizzazione rigorosamente codificato che è restato invariato per secoli. Tuttavia è utile per l’antroposofo, e per lo studioso di esoterismo in genere, la conoscenza del meccanismo attraverso il quale la spiritualità condiziona l’essere umano e ne condiziona perfino lo sviluppo fisico, nel contempo lo stesso nostro corpo limita ed influenza in nostro sviluppo spirituale ed intellettuale.
    Ecco, a questo punto, una nuova parascienza, la Fisiognomia o fisiognomonia, che si aggiunge alle altre come parenti misconosciuti dalla scienza ordinaria. Steiner la limita in particolare alla costituzione occulta umana, ma viene da chiedersi perché non esaminare possibili effetti di periferia di questo fenomeno che è comunque scientifico a tutti gli effetti, almeno nell’ambito esoterico, tanto per cominciare?
    Mi pare di non aver mai sentito dire di Steiner trattare il fenomeno della pareidolia che correla appunto l’illusione subcosciente a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. Ad esempio rocce naturali che assomigliano a facce umane, molto diffuse sul nostro pianeta, ma è solo un dettaglio di infiniti modi d’essere di un simile fenomeno. Che la scienza ordinaria limiti alla casualità simili somiglianze è comprensibile, ma non può essere la stessa cosa per i cultori di esoterismo. Il piano della forma per il cultore esoterico è soggetto a regole ferree e sono le stesse che regolano la Fisiognomia umana. E allora viene da ipotizzare che la formazione delle mondo degli animali, vegetali e minerali sono concatenati, sicché uno influenza l’altro in qualche modo. Ecco che al limite – mettiamo – la morfologia terrestre non assume la sua forma a caso, ma è in funzione a vari livelli dell’attività dell’uomo e in modo assai limitato degli animali e vegetali. È intuibile che in modo indiretto ha il ruolo determinante e primario il mondo sovrasensibile, ma è tale da non prevaricare quello della materia. Come immaginare che in una certa misura lo spirito “mena il can per l’aia”, usando la famosa frase che vale – si capisce – per l’uomo, convinto che sia lui a prendere le decisioni sulla terra, effetti e non cause però.
    Cordialità,
    Gaetano Barbella

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