Il giullare di Corte

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Ulda Boccassini (Napoli, 7 dicembre 1949) Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

L’indipendenza dell’apparato giudiziario in Italia è l’ultimo baluardo della democrazia dopo che la commistione di interessi tra affari e politica ha coinvolto tutti i partiti tradizionali sia a destra che a sinistra.

E’ di questi giorni il vergognoso attacco mediatico di Giuliano Ferrara verso il procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Milano Ilda Boccassini.

La sua penosa rappresentazione teatrale volta a screditare e mettere in ridicolo le indagini e la richiesta di condanna della procura di Milano contro Silvio Berlusconi sul caso Ruby non è che  l’ennesimo attacco alla magistratura italiana ritenuta politicizzata.

Il vergognoso siparietto è stato probabilmente mutuato da quello, senz’altro migliore dal punto di vista estetico, ideato da Emilio Fede, Lele Mora  e Nicole Minetti che secondo la procura di Milano organizzavano incontri a luci rosse con prostitute e ragazze minorenni per soddisfare gli appetiti sessuali del Premier.

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La squallida rappresentazione di Giuliano Ferrara

Il trio come si sa è finito nell’ignominia: Fede che faceva la cresta sulle somme pagate dal suo caro “amico” Silvio Berlusconi per le serate di Arcore è caduto in disgrazia ed ha dovuto rinunciare alla direzione del TG4, Lele Mora è finito in galera per bancarotta fraudolenta  ed evasione fiscale ed è ora, a seguito di patteggiamento, affidato ai servizi sociali, Nicole Minetti, con sollievo di tutti noi, ha dovuto lasciare la “politica”. Tutti e tre sono ancora indagati assieme a Silvio Berlusconi per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Ma tornando all’abominevole siparietto di Giuliano Ferrara vogliano ricordare a questo pseudo intellettuale che Ilda Boccassini fa il suo dovere e lo fa bene, lei ha sempre fatto il magistrato, si è occupata per anni di infiltrazioni mafiose al Nord, collaborò alle indagini che portarono alla cattura di Totò Riina e, assieme ad altri magistrati indagò e scopri mandanti ed esecutori della strage di Via D’Amelio.

L’integrità morale e la sagacia del magistrato Ilda Boccassini non si discute, la sua condotta come magistrato nelle indagini del caso Ruby sono state come sempre ineccepibili, nonostante i vergognosi tentativi extra giudiziari di condizionare il verdetto culminati con la sceneggiata di alcuni parlamentari pidiellini di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano.

Questo sito di informazione esprime solidarietà nei confronti del magistrato Ilda Boccassini che svolge il suo lavoro in un clima davvero difficile e che ha fatto proprio il messaggio del suo collega Francesco Saverio Borrelli, procuratore generale presso la Corte D’Appello di Milano ai tempi di Mani Pulite, che il 12 gennaio 2002 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sentenziò:  “Nessuna istituzione, lo so bene, nessun principio, nessuna regola sfugge ai condizionamenti storici e dunque all’obsolescenza, nessun cambiamento deve suscitare scandalo.Purché sia assistito dalla razionalità e purché il diritto, inteso come categoria del pensiero e dell’azione, non subisca sopraffazione dagli interessi. Ma ai guasti di un pericoloso sgretolamento della volontà generale, al naufragio della coscienza civica nella perdita del senso del diritto, ultimo, estremo baluardo della questione morale, è dovere della collettività resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave.”

 

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