Un mondo di debiti

Un Mondo di debiti

Nel mondo sono tre le valute con le quali si regolano gran parte degli scambi commerciali: Yen, USD, Euro. Si sa che nell’economia tradizionale il valore di cambio delle monete veniva stabilito dalle ferree regole della domanda e dell’offerta. Una moneta che rappresentava un’economia ed un’industria forte, era molto richiesta sul mercato internazionale, serviva ai paesi debitori per pagare le importazioni provenienti da quel paese  produttore ed esportatore. In assenza di un’adeguata politica monetaria il paese esportatore, man mano che la propria economia si espandeva e la sua moneta si rivalutava, aveva maggior difficoltà ad essere competitivo ed è a questo punto che la banca centrale del paese in questione poteva beneficiare della buona situazione economica per stampare moneta. L’azione monetaria espansiva della banca centrale dava nuovo impulso alle esportazioni e favoriva gli investimenti interni.

Questa è l’economia classica, quella che abbiamo studiato a scuola, che non ha nulla a che vedere con l’azione delle tre banche centrali che in questo momento stanno inondando il mondo di Dollari Yen e, in misura minore, Euro.

Questa azione sconsiderata delle tre banche centrali si è resa necessaria per evitare la bancarotta e  pagare il proprio debito continuando a fare altri debiti ed è stata possibile perché tutte e tre le aree rappresentate: Stati Uniti, Europa e Giappone hanno raggiunto livelli di indebitamento mai visti prima, che il Fondo monetario internazionale continua a rivedere al rialzo sia in termini assoluti che in termini percentuali sul prodotto interno lordo.

L’unico Paese al mondo che si oppone a questo nuovo paradigma economico finanziario, secondo il quale i debiti si pagano con carta straccia, è la Germania che conoscendo meglio di chiunque altro gli effetti devastanti del Papiermark (così veniva chiamato il marco nel periodo dell’iperinflazione della Repubblica di Weimar), si rifiuta di dare il via libera alla Banca Centrale Europea perché faccia concorrenza alla Fed e alla Boj.

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Un biglietto da 100.000.000.000 di marchi!

In effetti chi avrebbe più bisogno di un’azione altrettanto scriteriata della BCE, al pari della FED e della BOJ, sarebbero proprio i paesi europei meno virtuosi (per usare un eufemismo) come l’Italia, la Grecia ed il Portogallo che potrebbero vedere, se solo la Germania lo consentisse, definitivamente annacquati i propri debiti, sommersi da una marea di Euro.

Ma ecco la situazione debitoria dei tre contendenti:

Europa

L’eterogenea situazione del Debito pubblico nei Paesi europei, crea un’impasse decisionale che impedisce alla BCE di fronteggiare adeguatamente la situazione.

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La situazione del debito pubblico in Europa è davvero variegata: Nazioni virtuose, come quelle scandinave, o altamente efficienti come la Germania, mal sopportano il fardello dei Paesi latini.

La situazione debitoria di alcuni paesi come la Grecia, Il Portogallo, l’Irlanda, l’islanda, ma soprattutto, per il peso che ha la propria economia in Europa e nel Mondo, l’Italia, rischia di degenerare per effetto degli interessi passivi sul debito sommati al calo previsto del PIL per i prossimi anni.

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Le aree celesti assegnano a buona parte dell’Europa una crescita negativa

U.S.A.

16.190.979.268.766 $

 Se siete in grado di leggere la cifra qui sopra riportata avrete scoperto l’entità il debito pubblico degli Stati Uniti d’America stimato per il 2012. Il dato è stato diffuso dal quotidiano economico il Sole 24 ore, in termini percentuali sul PIL, il public debt americano non raggiunge ancora i livelli di guardia dell’Italia o della Grecia, siamo a un livello di circa il 73%, ma l’aspetto più preoccupante del debito americano riguarda la sua accelerazione: il debito ha avuto un incremento percentuale dal 2008 al 2012 di circa il 200% e le previsioni del Fondo monetario internazionale stilate nel 2011 prevedono che il Public Debt on GDP americano supererà il 120% nel 2016.

Giappone

Secondo lo studio dell’intelligence americano (C.I.A.) denominato “The world factbook” la classifica degli stati più indebitati del mondo in rapporto al loro PIL è capeggiata dal Giappone che ha superato nel 2012 lo Zimbawe. Il Giappone ha un debito pubblico pari al 214,30 % del PIL, il  suo trend rimane al rialzo e raggiungerà il 250% nel 2016, l’economia è in stallo, la popolazione è tra le più vecchie del mondo e non si vede come ripianare il debito se non stampando moneta.

Conclusione Inevitabile

Che non ci sia altra soluzione per il pagamento di questi enormi debiti pubblici se non il suo continuo annacquamento per effetto di nuove emissioni di carta straccia lo dice apertamente in quest’intervista anche l’ex presidente della FED Alan Grenspan:


 

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