L’epilogo della Seconda Repubblica e il tentativo di Restaurazione.

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Umberto Bossi (Cassano Magnago, 19 settembre 1941)

 

Con il termine Seconda Repubblica si intende il sistema politico instauratosi in Italia nel biennio 1992-1994.

Gli eventi che affossarono la prima Repubblica sono noti e scaturirono dalla delegittimazione dei partiti al Governo (DC e PSI) travolti dalla corruzione dilagante emersa con la stagione di  Tagentopoli e con le indagini di Mani Pulite.

In quegli anni si assistette anche alla travolgente ascesa della Lega Nord che entrò in parlamento nel 1992 e che traeva la propria forza dal malcontento degli elettori del Nord.

Nel 1997 anche l’ex magistrato Antonio di Pietro, uno dei principali artefici del pool mani pulite fonda un partito “l’Italia dei Valori” che fa della legalità e dell’onestà i suoi cavalli di battaglia contro il demone, l’avversario politico principale: Silvio Berlusconi a sua volta entrato in politica  per evitare che il suo impero economico fosse travolto dalle indagini giudiziarie ed escluso dai favori nella nuova stagione politica.

Questi due  partiti: l’IDV e la Lega Nord, sono ambedue figli di tangentopoli e delle giuste rivendicazioni dei cittadini di fronte allo sperpero di denaro pubblico della Prima Repubblica, denaro pubblico scialacquato e sperperato dal sistema politico corrotto e clientelare che faceva capo al CAF (Craxi, Andreotti, Forlani) e che la Lega identificava anche con il sistema centralista teso a favorire le regioni meridionali a scapito delle regioni produttive del Nord.

Il motto della Lega Nord “Roma Ladrona” riassumeva in uno slogan la sfiducia degli elettori settentrionali verso l’amministrazione “romana” e contrapponeva un Nord produttivo ed efficiente ad un Sud assistito e lamentoso e parimenti esprimeva  anche il disprezzo verso lo sperpero di denaro pubblico.

La Lega Nord, cavalcando il malcontento, ottenne nelle elezioni 2009, la maggioranza relativa nella regione Veneto ed importanti risultati in tutte le altre regioni del Nord Italia.

Da parte sua anche l’Italia dei Valori ottenne risultati ragguardevoli se si considera che il partito era di fatto rappresentato dal suo unico leader e che il partito fu sostenuto dai propri  elettori solo per la fiducia accordata ad  Antonio Di Pietro, l’integerrimo magistrato di Mani pulite; il partito ottenne nelle europee del 2009 il suo risultato migliore raggiungendo l’8%.

Nel 2012, i due partiti nati con seconda Repubblica, che contrassegnarono il clima politico degli ultimi vent’anni e che raccolsero le speranze di tanti elettori in un cambiamento, sono stati travolti dagli scandali.

Le indagini della magistratura e le inchieste giornalistiche della Gabanelli hanno fatto emergere una gestione a dir poco allegra dei fondi pubblici a loro assegnati.

Antonio di Pietro intascò ed usò a scopi personali gli ingenti fondi devoluti al partito da generosi benefattori assieme ai cospicui finanziamenti dello Stato.

La Lega,  attraverso il suo tesoriere Belsito, investì cifre da capogiro in diamanti, barche e beni personali della famiglia Bossi.

Entrambi i partiti sono stati duramente puniti dai loro elettori nelle ultime consultazioni politiche: l’IDV in coalizione nella la lista Rivoluzione Civile non ha raggiunto il quorum ed il partito si è di fatto disintegrato; la Lega Nord nel tentativo di salvarsi dalla dissoluzione ha preso le distanze dal suo fondatore Umberto Bossi affidandosi a Roberto Maroni che con l’appoggio del PDL è riuscito a salvare la poltrona di governatore della Lombardia; ma nelle ultime consultazioni elettorali il partito ha dimezzato i propri voti passando dall’otto al quattro per cento su scala nazionale.

La storia della Lega Nord non è ancora giunta al capolinea, ma è già segnata, il partito sparirà dalla scena politica italiana entrando a far parte della coalizione di Silvio Berlusconi che ha già fagocitato innumerevoli avversari ed ex alleati politici.

Ma se ci sarà la terza Repubblica quali saranno gli artefici della nuova stagione politica dopo il crollo della Lega Nord, il ridimensionamento del PDL e l’entrata trionfante di Beppe Grillo?  Ci sarà il tanto agognato cambiamento?

Le grandi manovre sono già iniziate e l’attuale coalizione di governo sembra orientata ad impedire il tanto temuto terremoto politico istituzionale, emarginando il nuovo soggetto politico uscito vincente dalle ultime elezioni  e accanendosi per tenere in vita un sistema politico ormai moribondo.

Tutto lascia intendere che dopo il fallimento della Seconda Repubblica, seguito alla breve parentesi rivoluzionaria di tangentopoli, assisteremo ad una restaurazione della Prima Repubblica, evoluzione sostenuta fortemente da tutti i paesi Europei timorosi che il crollo del sistema politico istituzionale dell’Italia potesse creare instabilità economica e politica in tutto il continente.

BARCA BOSSI

L’uso del denaro pubblico da parte della Lega Nord


 

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