Kurt Schumacher – il sacrificio di una vita per una fede politica

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Kurt Schumacher – il sacrificio di una vita per una fede politica

Kurt Schumacher (Culm il 13 ottobre 1895 – Bonn il 20/08/1952) fu il leader indiscusso del partito socialdemocratico tedesco, uomo di grande personalità, sagacia e coraggio sacrificò la sua intera esistenza per suoi ideali democratici e di libertà proprio nel momento in cui la Germania scivolava nel baratro per mano dei nazisti trascinando con se tutta l’Europa.

Fred Uhlman nella sua appassionante biografia “Storia di un uomo[R1] ” ci regala, con una pennellata d’autore, un bellissimo ritratto della figura dell’uomo politico tedesco:

 “In quegli anni (era il 1930 ca) mi capitò di incontrare parecchi politici di sinistra e dirigenti sindacali.

La personalità più straordinaria fu senz’altro Kurt Schumacher leader indiscusso, fino alla morte, del partito socialdemocratico. Era prussiano, non Svevo, e, fino all’elezione al Reichtag, diresse il giornale socialdemocratico della Svevia, Die Tagwacht.

Era un uomo di grande integrità e coraggio. Aveva avuto il braccio amputato, se ne andava in giro con una dozzina di schegge di granata addosso e doveva soffrire terribilmente.

I nazisti lo temevano e odiavano più di chiunque altro.

Quando Hitler salì al potere, si rifiutò di scappare, fu arrestato e trascorse 12 anni in un campo di concentramento, rifiutandosi di firmare una dichiarazione con la quale in cambio della libertà avrebbe dovuto astenersi da ogni attività politica.

Dopo la guerra dovettero amputargli anche una gamba e ciò nonostante, storpio di una gamba e di un braccio, ebbe la forza di volontà e l’autorità per dirigere il partito fino alla morte.

Io lo incontravo quasi quotidianamente al caffè Schlossgarten insieme al mio amico Bauer, ora procuratore capo della Repubblica a Francoforte, ignari che il nostro cameriere era una spia nazista.

Schumacher era uno dei migliori oratori in Germania, e al pari di Hitler e Gobbels, sapeva come infiammare le folle sterminate. Nel Wurttemberg la presa che esercitava sulle piazze era tale che nel 1933 a Stoccarda i socialdemocratici ottennero più voti dei nazisti. Se ben ricordo in tutto il Wurttemberg i nazisti ottennero soltanto il 35% dei voti rispetto al 43 nel resto della Germania. Schumacher era alto, smilzo, un po’ curvo, con la faccia che somigliava a una mela raggrinzita, le labbra sottili come se fossero state tagliate da un rasoio, e occhi verdi freddi come il ghiaccio. Come Churchill, fumava in continuazione e succhiava un sigaro. Ci si rende immediatamente conto della sua forza di volontà e della fede fanatica, dell’assoluta giustezza della sua causa, ma, per parte mia, devo dire che mi faceva paura, in sua presenza era nervoso e goffo, rispetto a lui io ero una persona debole e indecisa. Per lui la politica era tutto, la vita stessa, ed era pronto a morire e a far morire altri per le sue convinzioni. Per me la politica era soltanto una parte della vita, una parte necessaria ma tutt’altro che piacevole. Sono sicuro che lui ne era cosciente, disapprovava questo atteggiamento disinvolto, e per questo mi aveva in antipatia.

Ho i miei dubbi che avesse amici intimi, e non sono neppure certo che ne avesse bisogno o desiderasse averne, ma aveva migliaia di seguaci appassionati disposti a morire per lui, come molti fecero.

La resistenza dei socialdemocratici contro il nazismo fu tanto più difficile perché dovevamo lottare su due fronti. I comunisti, ciechi e stupidi come in tante altre occasioni, e probabilmente in ossequio a una qualche direttiva proveniente da Mosca, avevano deciso che il principale nemico non erano i nazisti ma i sozialfascisten.

Mentre le loro truppe d’assalto paramilitari aggredivano il nostro Reichsbaner, essi cercavano di impadronirsi non soltanto dei sindacati ma perfino delle associazioni musicali, dei club sportivi, eccetera usando tutti i trucchi anche i più sleali.

 

 

 


 [R1]Leggere questo libro vuol dire ripercorrere le storia del XX secolo attraverso gli occhi dell’autore, Fred Uhlman è un ebreo tedesco perfettamente integrato, ma costretto a fuggire da un paese all’altro dell’Europa per sfuggire alla pazzia nazista e fascista che pervade il continente prima e durante la guerra.
Amante della cultura, della storia e delle tradizioni del popolo tedesco fuggirà dalla Germania solo all’ultimo momento, I suoi genitori non lo seguiranno convinti com’erano che la nazione che ha aveva dato i natali a Beethoven, Goethe e tanti altri illustri artisti ed intellettuali avrebbe prima o dopo cacciato Hitler e la sua violenta ed irrazionale ideologia.
Non fu così………


 

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